Lottomatica, un successo. Per chi?

Parliamo di titoli, borsa e mercati. Lottomatica (LTMC), attiva in scommesse, lotterie e giochi online, ha raggiunto una capitalizzazione di 5,61 miliardi di euro, diventando una blue chip di Piazza Affari.

Motivi, ascoltando gli esperti.

Forze trainanti: crescita costante dell’iGaming, giudizi positivi degli analisti, programma di buyback da 500 milioni. iGaming: segmento più rilevante (62% della spesa online), con +18% ad agosto 2025, quota di mercato Lottomatica stabile al 30,5%. Considerato solido perché meno volatile delle scommesse sportive. Analisti: target price variabile tra 26 e 32 euro, con giudizi “buy” da Equita, Banca Akros, Barclays, Kepler Cheuvreux, Jefferies, Berenberg. Conti: secondo trimestre 2025 con EBITDA sopra le attese, in particolare grazie al margine del business online (54,8%). Buyback: già acquistato lo 0,69% del capitale, con effetti di sostegno sul titolo. Status: ingresso tra le big cap italiane, maggiore visibilità dopo la cessione da parte del fondo Apollo del 21,3% del capitale a investitori istituzionali.

Cornice.

Il titolo vive un momento di forza e consenso: il mercato online in Italia è in crescita, i margini sono elevati, la visibilità aumenta con l’inclusione tra le blue chip, e il buyback funge da supporto tecnico. Lottomatica viene percepita come una storia di crescita “pulita” sul piano finanziario, con outlook positivo a medio termine.

Tuttavia, il rally già avvenuto e la concentrazione delle raccomandazioni su un cluster di target (26-32 euro) suggeriscono che gran parte della fiducia sia già prezzata. Il rischio principale è legato a eventuali strette regolatorie o a cambiamenti politici sulla fiscalità del gioco d’azzardo.

Economia e Società. Analisi e Riflessioni.

Qui entra in gioco una riflessione più ampia.

La trasformazione di Lottomatica in blue chip è un sintomo di un processo sociale: un’azienda che basa i propri profitti sulla propensione al gioco, alla scommessa e al rischio individuale diventa colonna portante della Borsa italiana. Società e consumo. L’iGaming cresce perché intercetta bisogni di evasione e gratificazione immediata, in una società che offre sempre meno prospettive reali di benessere materiale. La digitalizzazione rende il gioco accessibile a tutti, 24 ore su 24, trasformandolo in intrattenimento di massa legalizzato, ma con effetti regressivi sul tessuto sociale (indebitamento, dipendenze, precarietà).

Politica e Stato. Lo Stato, invece di limitare, trae gettito fiscale dal gioco d’azzardo e ne diventa complice. È un meccanismo che sposta ricchezza dalle tasche di milioni di persone a pochi grandi operatori, con l’avallo pubblico. Politicamente, è la vittoria di una logica neoliberista: se genera profitti e tasse, è “virtuoso”, indipendentemente dalle conseguenze sociali.

Finanza e investitori. Gli analisti promuovono il titolo non solo per i fondamentali, ma perché rappresenta un business difensivo: il gioco, anche in tempi di crisi, non si ferma, anzi spesso aumenta. Questa dinamica porta il mercato a premiare non chi produce beni o servizi reali, ma chi sfrutta i meccanismi psicologici della speranza e dell’azzardo.

Che tipo di individui diventano utili ed adeguati nella nostra società?

Il consumatore-giocatore: spinto da precarietà, insicurezza, desiderio di rivalsa rapida, cerca scorciatoie e trova nel gioco un surrogato di speranza. L’investitore-speculatore: vede nel gioco un settore “sicuro” e redditizio, poco importa se il guadagno deriva da perdite collettive. Il politico-contabile: riduce la sua funzione a quella di incassare entrate fiscali senza porsi il problema etico. Il cittadino-rassegnato: osserva ma non reagisce, accettando che i campioni della Borsa siano aziende che prosperano su dipendenze sociali.

Questi individui sono figure speculari: da un lato chi gioca e perde, dall’altro chi investe e guadagna.
La parabola di Lottomatica come blue chip diventa allora un’immagine della società contemporanea: una collettività che trasforma il vizio in motore economico, e che celebra come successo ciò che, in profondità, è un segno di fragilità sociale. E spesso di dolore per uomini, donne e le loro famiglie.

Lascia un commento