Ho trovato interessanti e meritevoli di attenzione gli scritti di Franco Cardini che spiegano le sue idee e ragionamenti in merito alla condizione di
“…qualche potere statale (che) si sente arrivato in fondo alla sua parabola e ormai in trappola e in via di liquidazione fallimentare, ha a disposizione solo due vie d’uscita: o dichiara bancarotta o scatena una guerra“…
Continua Cardini:
“Più decorosa e meno certa negli esiti (in fondo, sul campo di battaglia si può anche vincere…) è la dichiarazione di una guerra. Ma per essa occorrono due elementi: una – buona causa” (sic) e un nemico opportunamente scelto -.”
“Per il nemico, è ancora più facile. Il più adatto è quello che Hannah Arendt indica come il “Nemico metafisico”: vale a dire quello identificabile come il Male assoluto”.
“Ma ecco qua un altro insegnamento della storia, che qualcosa deve pur insegnare: nella realtà delle cose il Nemico metafisico-Male assoluto lo si può facilmente evocare sempre, in qualunque momento, e non c’è bisogno di avere a disposizione un totalitarismo per costruirlo. Basta una bella propaganda.”
“Ebbene: è proprio quel che vediamo crescere nell’Europa dei nostri giorni. È un’erba che ci vediamo crescere attorno ogni giorno, nel nostro orticello. Lo svolgersi della guerra “russo-ucraina”, ormai piuttosto russo-occidentale, che sembra ogni giorno sul punto di concludersi e non finisce mai, è il contesto opportuno per evocare ed esorcizzare il Nemico metafisico – Male assoluto, una definizione che da sola richiama alla perfezione l’Antico Serpente, il Demonio. Che veglia là, nel fondo della steppa, chiuso nella sua fortezza dalle torri sormontate da stelle rosse e da aquile bicipiti. Non è, non può essere solo un uomo. Finora abbiamo cercato di descriverlo per mezzo di benevoli eufemismi (“nuovo zar”, “feroce tiranno”, “pazzo furioso”, affetto da millanta malattie, disperato leader di un paese allo sbando). Ma ormai lo abbiamo finalmente smascherato come il Male, grazie ai Nostri Eroi.
Al presidente francese fa puntuale eco il cancelliere tedesco, dietro la cui faccia da ragioniere del catasto si cela l’indomito Ricostruttore della Wehrmacht risorta dalle sue brune ceneri. Per Merz, Putin è ormai il nemico numero uno dell’Unione europea e ne sta preparando l’aggressione: quel che si sta sognando a Berlino è un nuovo 22 giugno 1941, una nuova “Operazione Barbarossa”. Difensiva, stavolta: sia chiaro.
Il contagio bellicista dilaga. Se nei bombardamenti russi di Kiev e Za-porizhzhia, presentati come apocalittici, le vittime si contano in realtà sulla punta delle dita, la supposta ferocia russa riempie in cambio i piccoli schermi delle nostre case dai quali sono scomparse le migliaia di morti palestinesi di Gaza. E l’atletico ministro meloniano Abodi può dichiarare che a giusto titolo le squadre russe vanno espulse da tutte le gare sportive internazionali per gli orribili crimini di guerra commessi dal loro governo, laddove giammai Israele potrà subire analoga sorte dal momento che a Gaza come altrove essa si limita a difendere il suo diritto all’esistenza e all’autodifesa.
Ebbene: io non ci sto più. E parlo anche per un nutrito gruppo di amici e colleghi che farà a breve sentire la sua voce. Noi italiani, noi europei, non meritiamo l’onta di dover sopportare in silenzio quest’infamia diventandone complici.
Le calunnie contro la Russia e a favore di una guerra che a ritmi sempre più stretti si prepara non dovranno e non potranno venir proferite con il nostro avallo. Come cittadini, lo dichiariamo apertamente riservandoci il diritto di dimostrarlo con fatti concreti.
Se si sta preparando davvero una guerra, ciò non avverrà con il nostro assenso.
NON IN NOSTRO NOME.
ORA È ARRIVATO IL MOMENTO DI DIRLO: “NON NEL MIO NOME”
“Franco Cardini”
Oggi 16 settembre Cardini scrive:
“Il mio articolo del 3 settembre scorso, “Non in Mio Nome”, ha provocato un certo interesse in molti miei amici e colleghi e soprattutto in parecchie persone a me finora sconosciute, qualcuna famosa, che mi hanno inviato la loro solidarietà e mi hanno chiesto di firmare il pezzo in segno di adesione. È quindi nato un “Libero Comitato N.N.N, Non in Nostro Nome – Donne e Uomini Liberi contro la tirannide turbocapitalista”, che non ha intenti né politici né partitici né elettorali, ma che sta lavorando a una serie di iniziative pacifiche di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro il dilagare del conformismo asservito al potere e delle false notizie che stanno dando segnali sempre più forti in direzione dell’allargamento dei conflitti già in atto nel mondo e dell’ottundimento delle coscienze.
Anche a nome degli altri Amici e Colleghi, desidero assicurare che non agiamo in contatto con nessuna forza politica né di alcun gruppo di pressione; non abbiamo alcun progetto strutturale in mente; non disponiamo di finanziamenti e non ne cerchiamo. Tra noi ci sono professionisti, insegnanti, studenti, pensionati, giovanissimi di qualunque età, posizione ideologica, fede religiosa e stile di vita. Facciamo nostro il programma espresso nel Don Giovanni di Mozart: “È aperto a tutti quanti; Viva la Libertà!”.
Chi vuol rendere esplicita la sua adesione al nostro programma può scrivere all’indirizzo noninnostronome@outlook.it o consultare la pagina Facebook “Non in Nostro Nome – Contro la tirannide turbocapitalista”.