Leggere con mente vigile: distinguere fatti, interpretazioni e suggestioni

Quando ci troviamo di fronte a un testo polemico, a un’analisi geopolitica o a un editoriale infuocato, la domanda non è soltanto se condividiamo o meno la posizione dell’autore. La domanda più importante è: stiamo leggendo fatti, interpretazioni o semplici suggestioni? Solo distinguendo questi livelli possiamo trarre dal testo stimolo e conoscenza, senza lasciarci trascinare in un’adesione acritica.

Un fatto verificato è un’affermazione solida, supportata da prove accessibili e indipendenti: un documento ufficiale, un trattato depositato, un video autenticato, dati pubblici. Diverso è il fatto riportato, cioè una notizia che si regge su una sola fonte o su dichiarazioni senza riscontri. L’autore può presentarla con tono sicuro, ma se non ci sono conferme multiple e indipendenti dobbiamo considerarla fragile, provvisoria.

Accanto ai fatti troviamo le interpretazioni: non più ciò che è accaduto, ma ciò che si ritiene significhi. Un drone sconfinato è un evento; affermare che lo sconfinamento sia stato usato come pretesto per un’escalation è già un’interpretazione. A questo livello entrano in gioco le cause, le motivazioni, le intenzioni: elementi che non sono dati di fatto, ma costruzioni. Poi ci sono le valutazioni, che spostano il discorso su un altro piano: non più vero o falso, ma giusto o sbagliato, prudente o sconsiderato. Qui entra in campo il giudizio di valore, legato a criteri morali o politici.

Esistono poi le ipotesi, con cui si avanzano congetture da verificare. Pensiamo al termine false flag, usato per indicare operazioni compiute da un attore ma fatte sembrare opera di un altro, allo scopo di ingannare o provocare reazioni. È un’ipotesi legittima da considerare, ma deve restare trattata come tale: una pista di indagine, non una verità acquisita. Richiede prove, indizi, riscontri tecnici, altrimenti resta nel campo del “possibile” e non del “probabile”.

Ancora più insidiose sono le suggestioni, cioè le cornici retoriche che vogliono orientare la percezione del lettore senza portare argomenti. Si manifestano nei titoli urlati, nelle domande retoriche, negli assoluti (“sempre”, “mai”), nei toni caricati (“infame”, “guerrafondaio”). Non dimostrano: insinuano. E proprio per questo, spesso, convincono più delle prove.

Per muoversi in questa selva, un lettore critico deve imparare a fare alcune distinzioni pratiche. Separare ciò che è descritto da ciò che è interpretato. Chiedere sempre quali prove sostengono un’affermazione. Confrontare più fonti, meglio se indipendenti. Cercare coerenza nei dettagli di tempo e luogo. Formulare l’interpretazione alternativa più forte, per testare la solidità di quella proposta. E soprattutto, assegnare un livello di confidenza alle notizie: certo, probabile, possibile, non supportato. Con “confidenza” non intendo la fiducia cieca, ma il grado di solidità che attribuiamo a un’informazione dopo averla vagliata: certezza se è provata da documenti e conferme indipendenti, probabilità se ha buoni indizi ma qualche lacuna, possibilità se è solo una congettura ragionevole, non supportata se manca di fondamento o è smentita.

Questo metodo non è sterile pedanteria: è esercizio di libertà. Significa non lasciarsi ingannare dalla forza dei toni, dalla retorica dei titoli, dall’emozione del momento. Significa capire che un’ipotesi non è un fatto, che un giudizio non è una prova, che una suggestione non è una dimostrazione.

Per questo, la conclusione è un appello: non date credito ai titoloni gridati, concepiti per catturare lo sguardo e suscitare clamore mediatico. Spesso sono privi di sostanza e non aiutano a capire. Coltivare la lettura critica significa andare oltre la superficie, distinguere con pazienza tra livelli diversi, riconoscere cosa sappiamo davvero e cosa invece resta nel campo delle ipotesi o della propaganda. Solo così possiamo imparare, ragionare e crescere come lettori consapevoli.

Ovviamente quello che ho scritto si riferisce anche ai siti internet, alla informazione diffusa tramite la televisione e a tutti i canali, applicazioni e qualsivoglia sistema da cui possiamo attingere notizie o news!

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