Il neo-sindaco di Betlemme, Maher Nicola Canawati, ha incontrato oggi, 24 settembre, Papa Leone XIV in Vaticano, portando con sé le sofferenze del suo popolo e un appello urgente per la pace. “La Terra Santa senza le sue pietre vive diventa solo un museo”, ha detto, riferendosi alla progressiva emigrazione che sta svuotando la città e l’intera Palestina della presenza cristiana.
Canawati ha ricordato che i cristiani in Terra Santa sono oggi appena 168 mila, mentre più di 4 milioni vivono all’estero. Solo nell’ultimo anno oltre mille persone hanno lasciato Betlemme, spingendo il sindaco a rivolgersi al Pontefice: “Ho chiesto di intervenire per fermare questa guerra e salvaguardare la nostra comunità. La cosa più importante è dare speranza”.
La situazione economica e sociale è drammatica: dal 7 ottobre 2023 il turismo è crollato a zero, gli 84 alberghi della città sono chiusi, le botteghe di artigianato serrate e la disoccupazione è schizzata dal 14% al 65%. Molti abitanti non hanno più un reddito e faticano persino a procurarsi il pane. A ciò si aggiungono carenza d’acqua – “gli israeliani ci vendono solo un quinto del fabbisogno quotidiano” – e oltre 134 checkpoint che soffocano la libertà di movimento.
Il sindaco ha espresso gratitudine per i segnali di solidarietà ricevuti in Italia e in altri Paesi, ma ha ribadito che l’unico modo per salvare Betlemme è sostenere la popolazione perché non sia costretta a emigrare.
