Il pensiero umano classico è ormai insufficiente. Ecco perché ne parlo.
La tecnologia quantistica — nel modo in cui l’ho capita e la racconto — è una soglia, non solo una nuova tecnologia. È il passaggio da un mondo di certezze binarie (0 o 1) a un universo di possibilità sovrapposte, dove l’informazione non è più solo presente o assente, ma in potenza, cioè contemporaneamente vera e falsa finché non viene osservata. Mi spiego meglio, se riesco.
Quando dico che la tecnologia quantistica è una soglia, intendo che segna un passaggio di stato della conoscenza, un cambio di piano, non solo un’evoluzione tecnica. Non è una semplice nuova invenzione, ma un nuovo modo di concepire il reale.
Vediamo in profondità cosa implica questo concetto di soglia su tre livelli — fisico, cognitivo e simbolico.
Soglia fisica – il limite tra il visibile e l’invisibile
Nel mondo classico (quello della fisica di Newton), ogni evento ha una causa chiara e un effetto prevedibile. Nel mondo quantistico, invece, si entra in un dominio dove le leggi che conoscevamo smontano la nostra idea di realtà: le particelle non hanno posizione definita, il tempo si comporta in modo non lineare, la causalità stessa si fa probabilistica. La soglia, dunque, è il confine tra ciò che possiamo vedere e ciò che possiamo solo dedurre. Attraversarla significa rinunciare al controllo totale e accettare che la realtà non sia fatta di oggetti, ma di relazioni, probabilità e interferenze. È un po’ come passare da un mondo di pietra a un mondo di nebbia: la nebbia non si lascia afferrare, ma non per questo non esiste.
Soglia cognitiva – il limite della mente classica
L’uomo moderno ha costruito la propria identità sulla logica binaria: vero/falso, luce/buio, bene/male. La fisica quantistica, e ora la tecnologia che da essa nasce, ci costringe a pensare in termini di coesistenza, non di esclusione. Un qubit può essere 0 e 1 allo stesso tempo.
Questa è una rivoluzione mentale: ci obbliga a riconoscere che il pensiero umano classico è insufficiente per descrivere la complessità del reale. La soglia, quindi, è anche una soglia cognitiva: segna il punto in cui la nostra logica deve ampliarsi, diventare più fluida, più simile alla natura che osserva.
Soglia simbolica – il passaggio di epoca
Ogni grande rivoluzione scientifica è anche una rivoluzione del senso.
Come il telescopio di Galileo aprì il cielo e infranse il dogma teologico, così il computer quantistico apre un nuovo orizzonte in cui informazione e materia coincidono. L’informazione non è più un mezzo: è la sostanza stessa dell’universo.
Siamo, quindi, su una soglia di civiltà: quella in cui l’uomo passa dall’osservare la natura al replicarne le logiche — interferenza, superposizione, entanglement — dentro le proprie macchine.
In sintesi
Chiamo “soglia” questo passaggio perché:
- separa due forme di conoscenza (classica e quantistica),
- le tiene anche in contatto;
- è un limite, ma anche una porta.
È il luogo dove la certezza cede il passo alla possibilità, e dove la scienza torna a toccare il mistero.
Questo cambia tutto.
La logica che si spezza
Nel computer classico ogni bit rappresenta una scelta netta: acceso o spento.
Nel computer quantistico, invece, il qubit può trovarsi in una sovrapposizione di stati: è come se contenesse tutte le risposte possibili finché l’osservazione non ne fissa una. Questo permette di esplorare simultaneamente un numero enorme di combinazioni — un po’ come se, per risolvere un labirinto, il computer potesse percorrere tutti i sentieri nello stesso momento.
L’intelligenza della natura
La fisica quantistica è il linguaggio più vicino alla logica profonda dell’universo. Lì dove il mondo appare casuale, in realtà esistono correlazioni invisibili, come l’entanglement, per cui due particelle restano legate anche a distanze immense, agendo come un unico sistema. Questo principio, applicato alla tecnologia, apre scenari come la comunicazione quantistica sicura (perché ogni tentativo di intercettazione altera il sistema stesso), o la crittografia quantistica, virtualmente inviolabile.
La potenza non è solo velocità
Un computer quantistico non è semplicemente più rapido: è diverso. Non “calcola di più”, ma “calcola diversamente”. Può affrontare problemi che un supercomputer classico non risolverebbe in miliardi di anni: simulazioni molecolari per nuovi farmaci, ottimizzazione di reti energetiche, progettazione di nuovi materiali, o modelli climatici più accurati.
L’alleanza con l’Intelligenza Artificiale
L’IA e la tecnologia quantistica si stanno fondendo in un nuovo paradigma: l’IA aiuta a correggere gli errori quantistici e a ottimizzare gli algoritmi, mentre il calcolo quantistico promette di moltiplicare esponenzialmente le capacità dell’IA. È una simbiosi che potrebbe ridefinire tutto, dalla ricerca scientifica alle decisioni economiche globali.
L’alba di un nuovo ecosistema
Non è più fantascienza: IBM, Google, D-Wave, Rigetti, IonQ, ma anche startup europee e cinesi stanno costruendo macchine quantistiche operative. I governi investono miliardi (l’UE con il Quantum Flagship, la Cina con il suo Quantum Network), mentre la finanza inizia a trattare il “quantum” come una nuova frontiera industriale.
Filosoficamente parlando
La tecnologia quantistica mette in discussione la nostra idea di realtà. Dimostra che ciò che chiamiamo “vero” o “falso”, “presente” o “assente”, è solo il risultato di un’osservazione. In fondo, ci costringe a riconoscere che il mondo non è fatto di cose, ma di relazioni e probabilità. È la scienza che più avvicina la fisica alla metafisica.
In sintesi:
La tecnologia quantistica non è solo la prossima rivoluzione tecnologica. È una trasformazione cognitiva. Ci obbliga a ripensare il concetto stesso di informazione, realtà e conoscenza. Dalla medicina alla finanza, dalla sicurezza ai materiali, essa rappresenta la nascita di un nuovo modo di comprendere e interagire con il mondo — un linguaggio che la natura sembra aver sempre parlato, e che solo ora stiamo imparando a decifrare.
Il problema di partenza
Immagina di avere un forziere con un lucchetto a 4 cifre, ma non conosci la combinazione. Un computer classico, per aprirlo, deve provare tutte le combinazioni possibili una alla volta. Ce ne sono 10⁴ = 10.000. Anche se è velocissimo, deve comunque passare per ogni tentativo.
Un computer quantistico invece può, in teoria, provare tutte le combinazioni simultaneamente. E non è magia: è fisica.
Il trucco della sovrapposizione
Ogni qubit (l’unità di base del calcolo quantistico) può trovarsi in due stati: 0 e 1.
Ma, a differenza di un bit classico, può essere in entrambi gli stati contemporaneamente. È come se un qubit dicesse: “Sono 0 e 1 allo stesso tempo, finché non mi osservi.” Con 4 qubit, il sistema rappresenta tutte le 16 combinazioni possibili in un’unica operazione. Con 30 qubit, rappresenta oltre un miliardo di combinazioni contemporaneamente. Con 300 qubit, superi il numero di atomi dell’universo osservabile.
L’interferenza quantistica: trovare la risposta giusta
Finché i qubit sono in sovrapposizione, contengono tutte le risposte. Ma il problema è estrarre quella giusta: se misuri tutto, ottieni solo un risultato casuale. E qui entra in gioco l’interferenza quantistica: gli algoritmi quantistici sono costruiti in modo da rafforzare le probabilità delle risposte corrette e annullare quelle sbagliate. È come se, in un coro di 10.000 voci, un direttore facesse in modo che solo le voci giuste si sentano, e tutte le altre si annullino a vicenda.
Un esempio reale: l’algoritmo di Grover
L’algoritmo di Grover è un caso classico per capire questa logica. Serve a cercare un elemento in un archivio disordinato (come trovare un nome in un elenco senza ordine). Un computer classico impiega in media N/2 tentativi. Un computer quantistico lo fa in circa √N tentativi.
Se N = 1.000.000, il classico fa mezzo milione di passi; il quantistico, circa 1000.
Questo non sembra molto, ma quando il numero cresce esponenzialmente, la differenza diventa cosmica.
Algoritmo di Shor: il colpo alla crittografia
Un altro esempio: l’algoritmo di Shor. È capace di fattorizzare numeri giganteschi in pochissimo tempo — cosa impossibile per i computer classici. Questo mette in pericolo l’attuale sistema di crittografia RSA, su cui si basa la sicurezza di internet e delle transazioni bancarie. Per questo motivo, i governi e le banche stanno già studiando la crittografia post-quantistica: nuovi algoritmi che nemmeno i computer quantistici potranno spezzare.
Dove la tecnologia è oggi
Siamo ancora nelle fasi iniziali: i computer quantistici funzionano con pochi qubit, fragili e instabili, che richiedono temperature vicine allo zero assoluto per mantenere la coerenza quantistica. Ma i progressi sono rapidissimi:
Google ha già mostrato una quantum supremacy dimostrativa (un calcolo che un supercomputer avrebbe impiegato 10.000 anni, risolto in pochi secondi).
IBM, IonQ e D-Wave stanno passando dai 100 ai 1000 qubit, con sistemi ibridi (quantistico + classico).
Come “pensa” un computer quantistico
Un classico ragiona in modo deterministico: Se A allora B. Se non A allora C.
Un quantistico ragiona in modo probabilistico: Considero simultaneamente A e non-A. Lascio che la fisica interferisca, poi misuro ciò che sopravvive.
In altre parole, non calcola una risposta: fa collassare la realtà verso la risposta più probabile.
La chiave filosofica
Il computer quantistico è la prima macchina che non imita la mente umana, ma il comportamento stesso della natura. Non segue una logica lineare, ma una logica d’onda, dove ogni possibilità coesiste fino al momento dell’osservazione.
Einstein diceva: “Dio non gioca a dadi.”
Ma la meccanica quantistica risponde:
“Forse sì. Solo che lo fa con una matematica perfetta.”
Immagina due menti: una logica e una poetica
La mente logica (quella del computer classico) lavora così:
– Si trova davanti a una porta chiusa.
– Prova la chiave 1: non entra.
– Prova la chiave 2: non entra.
– Continua finché trova quella giusta.
Lavora con ordine, ma una chiave alla volta.
La mente poetica (quella del computer quantistico) invece fa qualcosa di stupefacente:
– Prende tutte le chiavi, le sovrappone in un’unica mano,
– Le prova tutte insieme nella serratura,
– E, grazie a un gioco di interferenze (come onde che si sommano o si annullano),
resta solo la chiave giusta, le altre scompaiono.
Non è magia, è fisica: è la logica delle possibilità sovrapposte, dove il risultato emerge da un “campo di probabilità”.
Che cosa cambia per noi
Con questa logica nuova, un computer quantistico potrà:
- scoprire farmaci complessi simulando molecole impossibili da modellare oggi;
- progettare nuovi materiali, come batterie quasi perfette o superconduttori;
- creare sistemi di sicurezza inviolabili (perché ogni spia lascerebbe traccia);
- aiutare l’intelligenza artificiale a diventare più rapida e intelligente.
È come se il mondo fisico e quello digitale si fondessero in un unico linguaggio.
Il senso profondo
In fondo, la tecnologia quantistica ci dice qualcosa anche sull’uomo: che la realtà non è fatta di “sì” o “no”, ma di infinite sfumature in mezzo. Che ogni scelta è una forma di collasso: da ciò che potrebbe essere a ciò che diventa nel momento in cui lo guardiamo.
