
Siamo nati nei primi anni Cinquanta, Maura a Romanore e Luciano a Borgoforte, tra Mantova e Suzzara, in una campagna antica, vicina al Po, dove l’infanzia aveva il profumo delle aie e delle corti, delle voci dei parenti, dei giochi improvvisati, dei primi insegnamenti ricevuti senza proclami. Le nostre famiglie non avevano molto, ma avevano tutto ciò che serviva: cura, volontà, un’idea forte del dovere e della dignità. È da lì che veniamo.

Sin da giovani abbiamo intuito che la vita non sarebbe stata semplice e che molte cose sarebbero dipese da noi: dal nostro impegno, dalla capacità di resistere, dalla volontà di migliorarci. Nel tempo sono cambiate tante cose, in noi e intorno a noi; ciò che ci ha accompagnato sempre è stato il tentativo onesto di capire il mondo mentre cambiava.
Questo sito, come il nostro libro, non nasce per nostalgia. Non cerchiamo il rimpianto, ma il senso: nei frammenti del passato, nelle domande del presente, negli atti di coraggio quotidiani che ognuno porta con sé. Scriviamo a quattro mani, uniti e distinti, come i Madonnari: non per fama o gloria, ma per gusto, per piacere, per l’urgenza silenziosa di mettere in ordine la vita e donarla a chi vorrà accoglierla.
Abbiamo ascoltato storie, voci, suoni, raccolto emozioni, attraversato ombre e bellezze, imparato e insegnato senza cattedre. Abbiamo conosciuto persone intelligenti, interessanti, difficili, e abbiamo voluto bene. Raccontiamo tutto questo senza presunzione: non per insegnare, ma per condividere ciò che l’esperienza ha lasciato in eredità.
Non troverai verità assolute né sentenze: solo pensieri, ricordi, episodi, domande, qualche frammento di saggezza popolare, aneddoti di paese, tracce di vita quotidiana, riflessioni morali, talvolta ironiche, talvolta amare, sempre sincere.
Qualcuno troverà parti familiari, qualcun altro rimarrà sorpreso, qualcun altro ancora chiuderà il libro — o il sito — con un sorriso o con un dubbio in più. Tutto va bene: la memoria è questo.
Scriviamo anche per lasciare una traccia a chi verrà dopo di noi, ai giovani che abbiamo amato e che hanno un futuro davanti. Perché chi ci conoscerà meglio, forse, potrà capire quanto abbiamo desiderato fare del nostro meglio, un passo alla volta, tenendoci per mano.
Come dice Pavese:
“Non ricordiamo giorni, ricordiamo momenti.”
Ecco: questo spazio è fatto di momenti.
Buon viaggio a chiunque vorrà attraversarli con noi.